Il Governo taglia il Diritto allo studio: la nostra risposta.

Cosa è successo

Breve riassunto, senza entrare ecccessivamente nei dettagli.

2008 (2 anni fa): si definiscono, per la prima volta, in maniera più o meno chiara le modalità e l’entità dei tagli al sistema universitario italiano, in particolare riguardanti il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), ovvero quella somma di denaro che lo stato garantisce alle univesità, in funzione del numero di studenti, per coprire costi di personale e parte dei servizi . Il Politecnico di Milano stima, nella peggiore delle ipotesi, un taglio di 20 Milioni di Euro.

In quel frangente, a mio avviso in maniera egregia, il rettore Giulio Ballio si rifiuta di subire proiezioni tanto negative, cedendo ad una risposta di tipo puramente “ragionieristico”, indirizzata al mancato rinnovo dei contratti a tutto il personale assunto a tempo determinato e conseguente riduzione dei servizi; opta, piuttosto, per la scelta, coraggiosa e appoggiata da tutto il Senato accademico, di non rinunciare ai servizi, quanto, piuttosto di potenziare alcuni settori dell’ateneo per poterne trarre introito e far quindi fronte, anche se in maniera incerta e parziale, ai futuri tagli.

2010 (oggi): i tagli al FFO sono stati confermati in buona misura, anche se, per il Politecnico la questione, su questo fronte, si è rivelata meno catastrofica del previsto.
Nei due anni che sono trascorsi, si è discusso di moltissime questioni riguardanti l’università: la mobilitazione dei ricercatori è solo l’ultima di una lunga serie di confronti/scontri e disagi, derivanti dal disegno di legge Gelmini.

Ci sarebbe da indagare sul concetto di Merito del Ministro e sull’esito dei tanto sbandierati progetti per garantire il dovuto riconoscimento ai “migliori” (Università, docenti, studenti).
Oggi però, c’è una questione diversa e filosoficamente ben più delicata. Già, perchè il Governo italiano ha deciso di estendere i tagli dell’ FFO, comunque ridimensionati per evitare il collasso dell’intero sistema universitario, ai fondi per il Diritto allo Studio (DSU).

Cos’è esattamente il DSU?
Il DSU è una certa quantità di fondi che lo stato destina, attraverso le Regioni, agli studenti che, in possesso dei criteri di merito stabiliti, non abbiano reddito familiare sufficiente, di per sé, a permettere loro di proseguire gli studi (universitari in questo caso).
A quanto ammonta il taglio?
Nell’anno accademico 2009-2010 le borse disponibili per il Politecnico sono state circa 2300. Quest’anno, e in conseguenza ad un accordo tra il nostro ateneo e la Regione Lombardia, si cercherà di garantire 1700 borse (Parlando in Euro, mancano circa 3 Milioni).
Ci sono 700 studenti che da un anno all’altro si trovano senza borsa di sudio!

Cosa ne penso

Questa, al di là di qalsiasi polemica, generale o nel merito, che si possa fare sul sistema italiano, le sue possibili falle ed i suoi evidenti limiti, è una vergogna!

E’ la vergogna di uno stato che perde la propria caratteristica di “civiltà”. Non c’è bisogno che spenda parole per ribadire, ancora una volta, l’enorme perdita, per un paese, che si commette, al pari di un reato, nel tagliare i fondi all’istruzione. Né serve fare l’esempio di un’ istruzione privatizzata e d’élite, come quella americana: mattone fondamentale su cui costruire una società piramidale, classista e, mi sento di dire, profondamente poco democratica.

Si può ambire a qualcosa di più: ad un’ istruzione pubblica di qualità!
Un sistema che formi, alla base, cittadini responsabili e consapevoli e uomini e donne in grado di formulare giudizi critici e, al vertice, professionisti capaci e moralmente saldi. E questo non si ottiene, certo, tagliando!

Termino qui questo breve inciso per evitare di annoiarvi.

Cosa non vi hanno detto

A partire dall’anno scorso, con il passaggio dal modello ISE al modello ISEEU per l’attribuzione della fascia di reddito (da 1 a 10 per capirci), gli studenti del Politecnico di Milano versano, ogni anno sotto forma di tasse universitarie, circa 6 Milioni di Euro in più rispetto all’annno accademico 2008-2009.
Questa somma entra direttamente nelle casse del Politecnico che è libero di usufruirne come meglio crede.

E’ stata una faticosa opera dei rappresentanti degli studenti, quella di “riconquistare” parte di questo denaro, perchè tornasse indietro sottoforma di servizi.

Da questa idea è nato il Fondo per il Merito, che stanzia circa 2 Milioni di Euro ogni anno (su 6, ricordiamo), per la costituzione di borse di studio, premi e agevolazioni per gli studenti più meritevoli.
L’aspetto, tuttavia, più innovativo di tale progetto, portato avanti da SvoltaStudenti con particolare enfasi, è l’apertura di una componente sportello, dedicata al sostenimento di progetti di studenti che vogliano arricchire la propria formazione, ma che non possano farlo perchè ciò rappresenterebbe un impegno economico troppo gravoso.

Tanto per fare un esempio, supponiamo che uno studente voglia conseguire un certificato prestigioso, piuttosto che seguire un corso specifico particolarmente costoso: presenta allo sportello la propria domanda e, qualora venga accettata (ovvero riconosciuta effettivamente come attività formativa), riceve il denaro necessario per poter fare ciò che gli interessa.

Allo sportello sono dedicati circa 400000 Euro annui.

Cosa abbiamo intenzione di fare

Ho parlato del fondo per il Merito perchè, chiaramente, in una situazione come questa, in cui c’è il rischio che venga negato persino il diritto allo studio, noi rappresentanti, ci siamo chiesti immediatamente quali potessero essere le soluzioni: e l’occhio è ovviamente caduto su questa risorsa, che possiamo gestire direttamente.

Tuttavia, credo che la situazione sia più complessa. Credo che, come rappresentanti degli studenti, dobbiamo prentendere di più dal nostro ateneo, che già in altri momenti si è dimostrato ragionevole e responsabile.

Credo sia profondamente ingiusto nei confronti di tutti gli studenti, sacrificarci, ancora una volta, riunciando a delle risorse che ci spettano di diritto, per porre rimedio ad una situazione che rappresenta la violazione di un diritto fondamentale; ci si chiede continuamente di rinunciare, per il bene futuro, alle nostre pretese: è stato così per la sospensione della didattica e lo è ora, in maniera molto più grave, per il diritto allo studio.

Ma mi chiedo, qual è questo futuro, per il quale dovremmo sacrificarci? Di chi è questo futuro: è davvero il nostro o di chi ha interessi ben diversi dal bene degli studenti? Non ci si è forse dimenticati che gli studenti sono il cuore pulsante dell’università? O forse c’è chi sogna un’università senza studenti? Attendo risposte.

Intanto, nella pratica, SvoltaStudenti, assieme agli altri rappresentanti, si è impegnata per portare la questione dei tagli al DSU all’attenzione del rettore: da parte nostra, come SvoltaStudenti, saremo disposti a rinunciare alla metà dei fondi per lo sportello, che non siamo riusciti ad avviare questo semestre, solo se il Politecnico di Milano coprirà tutta la restante parte delle borse!

Vogliamo, infatti, lanciare un messaggio chiaro: non rinunceremo ad una sola virgola di un progetto che ci è costato fatica e che rappresenta uno dei primi passi verso un’idea nuova di università, oltre che uno strumento concreto per il miglioramento della vita degli studenti, senza la certezza che il problema del Diritto allo Studio venga risolto completamente!

Cosa succederà

IL 1 Dicembre 2010 è stata convocata una Commissione Permanente Studenti straordinaria, proprio per discutere della questione Borse di Studio. Vi terremo aggiornati!